La forza che ho dentro

Dopo Iacopo e Gianni il Signore, Plinio ci ha donato.   
Per gli altri due tanto abbiamo sognato
ma poiché niente è per scontato
a 18 mesi il DIABETE a Plinio gli è arrivato.
Tutto è ormai finito, tutto è ormai sparito
finché il babbo e la mamma non AVRAN CAPITO.
Non sognare, non progettare
MA IMPARA AD ACCETTARE, se vuoi pregare,
ma di sicuro tutta la vita lo dovrai curare.
Piangi pure ma a Plinio non far vedere
il tuo dispiacere,
per non farlo ricadere.
Bimbo mio, quanto amore sta nel babbo e nel nuovo dottore.
Nella tua vita ci sarà
tanta gioia e serenità.

Iacopo Ortolani, “Rima Per Plinio”

Palazzo delle Laudi, Sansepolcro (AR), 9 marzo 2011

La folla che venerdì sera gremiva la sala consiliare di Sansepolcro, ha assistito alla presentazione del libro “La forza che ho dentro” di Antonio Iacopo Ortolani, il biturgense che ha raccontato la sua esperienza di padre di un bambino che il diabete stava portandogli via per sempre.

Quella scritta da Iacopo è la storia di un bambino di appena 18 mesi, Plinio, che ha rischiato di morire a causa di una diagnosi di diabete non riconosciuta. È la storia di due genitori che hanno visto il loro bambino quasi andarsene per una diagnosi sbagliata ed un intervento tardivo. È la storia di una famiglia messa a dura prova da un evento inaspettato che li ha colti impreparati, di un peregrinaggio forzato da una clinica all’altra per mezza Italia, della paura e della speranza che resiste anche alle evidenze più sconcertanti. È la storia di quello che per i genitori di Plinio, Iacopo e Brunella, fu “un miracolo” compiuto grazie alla professionalità dei sanitari del Meyer di Firenze che hanno in parte recuperato una situazione che appariva ormai compromessa, portando il bambino al risveglio ed al progressivo recupero. È la storia di Plinio, un bambino oggi come molti altri, anche se deve essere monitorato costantemente, anche fino a 15 volte ogni giorno.

Alla presentazione del libro, a cui è intervenuto anche il sindaco Polcri, la sala era piena oltre l’inverosimile e molte anche le persone costrette a rimanere fuori, nell’attigua sala della giunta e sulle scale del palazzo. Iacopo Ortolani ha mostrato tutta la sua gratitudine per la comunità di Sansepolcro che gli è stata vicino in quei momenti particolarmente difficili, ricordando quei giorni del luglio 2009 ed elogiando la professionalità dei sanitari del Meyer di Firenze a cui andrà parte del ricavato dalla vendita del libro.

“Questo non è un romanzo o una storia di fantasia ma un racconto di vita vera: quella di mio figlio Plinio e della sua famiglia. Una famiglia normalmente meravigliosa come tante altre, unita dall’amore, dal rispetto e dalla stima reciproca. Un giorno il destino ci ha voluto colpire duramente, in modo irreversibile e senza pietà, investendo Plinio di una malattia grave ed inattesa. La sorte malvagia e maligna non ha avuto alcun rispetto per il nostro piccolo angelo. Lo ha trafitto più volte – anche grazie a presunti e ripetuti errori del sistema sanitario – fino a quando, piangendo, lo abbiamo dato per spacciato; abbiamo pensato che sarebbe stato un diverso; infine abbiamo perso tutto e tutti”.

La presentazione del libro, curato dalla scrittrice Maria Pia Oelker, è stata anche un’occasione per parlare di diabete di tipo 1. Paolo Magrini, presidente dell’Associazione Diabetici Valdarno, ha mostrato come alle volte un piccolo gesto possa salvare una vita: sarebbe bastato misurare la glicemia del bambino, un’operazione che richiede pochi secondi, per capire che il bambino aveva il diabete. O un semplice stick nei pannolini. Forte anche l’intervento della dottoressa Annarita Fifi, diabetologa al San Donato di Arezzo, che ha detto di vergognarsi “di rappresentare la classe medica per come è stato trattato il caso di Plinio”.

Fra gli intervenuti, anche una rappresentanza del PdP - Porta del Ponte, il luogo di ritrovo a Sansepolcro dove un gruppo di appassionati di jogging si riuniscono anche per affrontare varie problematiche sanitarie, tra cui il diabete richiamato dalla maglia che indossano. Gli atleti del PdP, di cui fa parte anche l’Ortolani, gareggiano in giro per l’Italia sostenendo la loro causa assieme all’associazione “Diabete No Limits”. “La gente ha bisogno di capire, leggere, informarsi e vedere. Nessuno si dovrà più sentire solo, talvolta basta una parola, una semplice breve telefonata... occorre valutare con il metro giusto le vicende della vita”, raccontava Iacopo in un’intervista “Ho rifondato tutta la mia scala di valori. Il sorriso di Plinio, oggi, è il colore stesso delle mie giornate”. “Quando corriamo”, proseguiva, “il diabete non esiste, i problemi allentano la presa, tutta la giornata assume un aspetto diverso, si ammanta di spirito positivo e voglia di fare. Plinio dovrà crescere tra persone vincenti, non dovrà mai sentire la sua condizione come un limite. Alla fine fare attività all’aperto, mangiare e bere bene ed in moderazione, andare a letto presto, sono tutti fattori propedeutici al successo”.

Fonti: Volley Club, Il Corriere d’Arezzo e Il Fendente
A cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 15 Marzo 2011 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2011/n2011_016.html

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